Rassegna Stampa
«Migranti, equa distribuzione anche senza l'ok di Londra»
"Quando la campagna elettorale sarà finita, Londra potrà esercitare l'opting out, tirarsi fuori, ma almeno non impedire all'Europa di andare in una certa direzione in tema di affari interni e immigrazione". Lo dice il sottosegretario Gozi intervistato dal <em>Messaggero</em>, parlando dei risultati del vertice europeo straordinario di giovedì scorso.
Il monitoraggio del Colaf in vista della Conferenza sui nuovi sistemi anti-frode di Roma
Dall'Italia frodi per 56,7 mln sui fondi europei, ma cresce la prevenzione. Da domani, due-giorni di lavori a Roma sui nuovi sistemi informatici anti-frode. L'articolo di <em>Italia Oggi</em>.
Appello a Tsipras: fuori i numeri «Così Atene non uscirà dall'euro»
«Nè ottimismo né pessimismo. Ma determinazione a trovare una soluzione positiva alla crisi greca». E' questa, secondo il sottosegretario Sandro Gozi, l'aria che si respira a Bruxelles dove le trattative per scongiurare il default di Atene sono serrate. Ma avverte: «Basta provocazioni, Atene presenti dei numeri precisi».
«Privilegiare le Pmi più esposte alla crisi»
<p>Il Sottosegretario Gozi parla del Piano Juncker e delle priorità per l'Italia. Sono 98 i "progetti che abbiamo inviato a novembre alla task force europea". E spiega: "Puntiamo su energia, trasporti, digitale, scuola. Sulle Pmi, l'Italia ha insistito in sede di negoziato che la priorità vada a soggetti che hanno sofferto di più con la crisi".</p>
Italia-Kosovo, Gozi: firma Asa entro il 2015, opportunità nell'agroalimentare
<img src="http://www.politicheeuropee.it/images/1981t.jpg" alt="Gozi e Kollaku" width="100" height="120" />L'Italia sostiene la firma dell'Accordo di stabilizzazione associazione tra Kosovo e Unione Europea entro il 2015 e favorisce l'adesione del Paese a tutte le organizzazioni europee, ma le autorità kosovare devono fare la loro parte e compiere passi in avanti. Lo ha detto ad <em>Agenzia Nova</em> il Sottosegretario Gozi dopo l'incontro con il ministro dell'Integrazione europea di Pristina, Bekim Collaku.
"Integrazione delle reti UE, questa la sfida"
<p>Un'Europa dell'energia, capace di dotarsi di una strategia e di una prospettiva sia nelle politiche climatiche che in quelle energetiche e di mercato. E' quanto auspica il Sottosegretario Gozi intervistato dal magazine <em>Elementi</em>. "Investire e creare occupazione sarà più facile nell’ambito della green economy".</p>
«L'Europa è zoppa, e quei vertici notturni non sono più sufficienti»
<p>"E' il momento di entrare in un nuovo ciclo" spiega il Sottosegretario Gozi al <em>Corriere della Sera</em>. "L'Europa deve correre con due gambe solide: la moneta e l'economia, da una parte, e dall'altra la democrazia per poter trattare anche politicamente alla pari con giganti mondiali come Cina o Usa"</p>
«Necessario alzare il tiro sulla nuova governance»
La crisi si allontana? Un'ottima notizia, ma ora occorre passare «dall'Europa delle regole all'Europa delle politiche». È il vero tema in cima all'agenda del Vecchio Continente perché il rischio è che l'uscita dalla crisi «nel contesto di una costruzione incompleta finisca per rallentare il percorso delle riforme, invece di accelerarle». Così il Sottosegretario Gozi intervistato dal <em>Sole 24 Ore</em>.
«Intesa quasi perfetta, la UE cambierà»
È l'espressione, racconta al rientro da Parigi il sottosegretario Gozi, «utilizzata dal primo ministro francese Manuel Valls alla fine del vertice» italo-francese che ha registrato «una cooperazione piena su tutti gli aspetti affrontati». Sottolinea Gozi: "C'è comune volontà di 'cambiare verso' all'Europa, di costruire insieme l'Europa della crescita e degli investimenti».
Gozi e la soluzione del rebus Atene. «Aiuti e riforme. Ma senza troika»
<p>"Dobbiamo uscire dall'Europa a taglia unica che ritiene che le stesse ricette vadano bene per Paesi ed economie molto diverse. L'accordo trovato con la Grecia è un segnale in tal senso", spiega il Sottosegretario Gozi intervistato da <em>QN</em>. "Nostre proposte? Come le nuove politiche dell'euro possono incoraggiare le riforme strutturali nazionali, quando queste sono serie".</p>
