Rassegna Stampa
«In Europa pronti ad alleanze variabili, e sulla flessibilità non saremo isolati»
"Cina che rallenta, crisi del petrolio, tensioni monetarie: l'Unione deve dare una risposta forte con una politica economica diversa", spiega il sottosegretario Gozi al <em>Messaggero. "</em>Nuova strategia delle alleanze? Aggregare gruppi di paesi attorno a singole priorità. Sul mercato digitale, per esempio, stiamo con la Gran Bretagna e la Svezia".
Perché le primarie anche per la nuova UE
<p>"Riaffermare il primato della politica in Europa - spiega su<em> l'Unità</em> il Sottosegretario Gozi - significa prendere sul serio la nostra Unione, i suoi obiettivi comuni e il voto dei cittadini alle elezioni europee del 2014". E annuncia: "Vogliamo organizzare delle primarie transnazionali dei democratici e dei socialisti per selezionare il nostro prossimo candidato alla Presidenza della Commissione nel 2019".</p>
Il tempo dei figli fondatori
<p>"Lo status quo europeo rischia di portare alla disintegrazione. Mentre noi vogliamo rilanciare l'Europa politica, democratica, sociale. E vogliamo essere protagonisti del nuovo processo di integrazione europea", scrive sull'<em>Unità </em>il Sottosegretario Gozi. "Questo è il ruolo che spetta all'Italia. Ma per cambiare l'Unione dobbiamo cambiare la politica europea dell'Italia".</p>
Gozi: da Bruxelles parole inusuali con Mogherini niente di personale
«Non esistono questioni di natura personale. Dico di più, non abbiamo alcun problema con i membri della Commissione europea. Vale per il presidente Jean-Claude Juncker o per l'alto commissario agli Affari esteri, Federica Mogherini». Così il Sottosegretario Sandro Gozi intervistato da <em>Il Mattino</em>.
"Mi criticano? È la UE che non mantiene gli impegni"
«La presidenza del Consiglio coordina tutte le politiche europee guardando alla sostanza, poi diversi ministeri dialogano con i vari commissari competenti». Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari europei, in una intervista a <em>la Repubblica</em>.
«Finita l'era delle cerimonie ben vengano le frasi ruvide. Ora riformare le istituzioni»
<p>"L'Italia - spiega il Sottosegretario Gozi al <em>Corriere della Sera</em> - fa bene ad alzare la voce e a porre le basi di un franco dibattito sulla riforma delle istituzioni dell'Unione che va assunta come impegno a partire dal 2017, l'anno in cui cade il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma". E sottolinea: "Altri la pensano come noi".</p>
I mali dell'Unione
"Noi abbiamo fatto una scelta europea in un paese, iIn cui la delusione e l'indifferenza verso l'Europa crescono, in cui praticamente tutte le opposizioni sono anti-europee", scrive il Sottosegretario Gozi su <em>l'Unità</em>. "Ma scegliere l'Europa non vuol dire scegliere lo status quo. L'inerzia e l'ipocrisia sono i mali peggiori dell'Unione di oggi. Scegliere l'Europa vuol dire agire per il cambiamento e riformare l'Unione".
«Giusto tener conto del lato psicologico meglio approfondire prima di decidere»
"L'abolizione del reato di clandestinità renderebbe più semplici e più rapide le espulsioni di chi non ha diritto di rimanere in Italia", spiega al <em>Messaggero </em>il Sottosegretario Gozi, ma "affrontare il tema della sicurezza oggi, vuol dire tenere conto di tutti gli aspetti psicologici e di percezione pubblica. E alla luce di questo, il governo prenderà una decisione la prossima settimana».
"Grande successo ne beneficeranno tutti i Paesi europei"
<p>Il Sottosegretario Gozi commenta a <em>Repubblica</em> la vicenda di Apple che definisce un esempio di "equità fiscale e certezza del diritto". E aggiunge: "Il principio deve valere per tutte le aziende, n Italia e in Europa: le tasse si pagano dove si svolge l'attività economica e si generano utili. Bisogna superare la concorrenza fiscale all'interno dell'Unione, ma il negoziato è difficile".</p>
Task force a Palazzo Chigi. Gozi: «Cambiare rotta sugli aiuti di Stato»
"Serve nuovo approccio alla politica per la concorrenza", spiega a <em>QN</em> il Sottosegretario Gozi. "Lo strumento dell'aiuto di Stato non è solo distorsione del mercato, ma può servire a tutelare l'industria. Rivedere l'applicazione delle regole". E annuncia: "Al Dipartimento creeremo una direzione che si occuperà di aiuti di Stato".
